Il cambiamento climatico continua a trasformarsi in un’emergenza sanitaria globale. A lanciare l’allarme sono le Nazioni Unite e l’Organizzazione meteorologica mondiale, che sottolineano come il riscaldamento globale stia mettendo sotto pressione la salute delle donne in particolare, riporta iodonna.it.

Il caldo intenso, scrive la testata, provoca uno stress biologico che rende più difficile lavorare, spostarsi e vivere nelle città. Per questo viene ribadita l’urgenza di rigenerare gli spazi urbani e di proteggersi dall’eco-ansia, una risposta psicologica sempre più diffusa alla crisi climatica.

Secondo la testata, nel 2025 le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto un nuovo record storico, contribuendo a un incremento del riscaldamento globale del 56% rispetto ai decenni precedenti. Un trend che si è intensificato nel 2026, con agosto registrato come il mese più caldo di sempre secondo Copernicus.

Le donne risultano particolarmente esposte agli effetti del cambiamento climatico. La maggiore vulnerabilità a stati infiammatori e stress biologico, evidenzia iodonna.it, rende più difficile fronteggiare le alte temperature. Anche dal punto di vista psicologico, l’eco-ansia nelle donne è spesso legata alla protezione della salute di figli e genitori anziani.

Per affrontare questa crisi, sottolinea la testata, è necessario intervenire sia sulla salute personale sia su quella pubblica. Come spiega Antonella Viola, imparare a proteggere il corpo e la mente dalle tossine ambientali significa sviluppare una nuova prevenzione sul campo.

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